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SHEEP ART: A DIFFERENT SHEEP


Con Forme d’Arte Paolo Piacenti ha voluto sottolineare, in un gioco di duplici significati, un possibile legame tra i suoi formaggi e la pittura, riproponendo l’antica relazione tra arte figurativa e cibo. Nel contesto di un’adeguata valorizzazione dei prodotti di grande qualità, anche Paolo ha un suo ruolo: ricerca con amore e pazienza tradizionali sapori presso piccoli produttori riuscendo a farci “emozionare” davanti ai suoi formaggi. Ma per Paolo non è sufficiente individuare e af- finare questi prodotti; lui ha voluto evidenziare queste eccellenze collegando il cibo, il formaggio nel caso specifico, all’arte. Così è nata l’idea di “vestire” le forme di pecorino con etichette d’artista, ideando, anni fa, il progetto Forme d’Arte, a cui hanno aderito importanti artisti e, di conseguenza, la gamma dei pecorini si è impreziosita con meravigliose etichette che ormai contraddistinguono questo prodotto. Di questo progetto fanno parte, ad oggi, dieci artisti. Ma questo a Paolo non bastava più, voleva andare oltre e voleva qualcosa di più, e già due anni fa mi presentò questo progetto a cui io, fin da subito, entusiasticamente, ho aderito affinché arte, gusto, ricerca e creatività si fondessero in un’unica grande realtà. Da qui l’idea di mettere a disposizione di alcuni “storici” artisti di Forme d’Arte, più altri maestri, da me invitati, sagome di legno bifacciali a forma di pecora — a grandezza reale — sulle quali esprimere la propria creatività e il proprio estro. Il tutto condito con un pizzico di follia — passatemi il termine — e stravaganza, ingrediente fondamentale per emozionare. E io questo ambisco fare… Ma la cosa affascinante, meravigliosa, enigmatica, è che questa follia è ampiamente condivisa da parte di tutti gli artisti che hanno aderito a questo progetto. Noi tutti abbiamo bisogno di raccontare; abbiamo bisogno di esprimere in qualche modo i nostri sentimenti più interiori per vivere. Siamo tutti artisti del romanzo della nostra vita, di cui noi, attraverso gli strumenti con i quali sappiamo destreggiarci meglio, siamo i protagonisti. Gli artisti, attraverso un supporto pittorico del tutto particolare, si raccontano, inventano, narrano storie, costruiscono la loro versione della realtà che ci circonda attraverso immagini, colori, toni. Un altrettanto grande ringraziamento a Paolo Piacenti per avermi dato la possibilità di realizzare questo suo sogno che io, non solo ho tirato fuori dal cassetto dove lo teneva custodito, ma penso di averlo “vestito a festa” ed elaborato nel migliore dei modi, al di là di ogni falsa modestia. “Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante”, diceva Friedrich Nietzsche; questo caos, che ha permesso di plasmare pensieri in immagini uniche e originali, è la nostra nuova estrosa stella danzante, quella stella luminosa che ha consentito un risultato strabiliante, riuscendo a dare, nel vero senso della parola, “forma” ad un progetto all’apparenza stravagante, sicuramente complesso nella sua organizzazione, e di cui mi sento l’orgoglioso ed entusiasta pastore. 

Filippo Lotti
Curatore




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